LE VARIE FACCE DELLA LANA

La flanella vanta origini antiche visto che se ne parla per la prima volta nel Cinquecento. Il termine deriva dal francese flanelle, a sua volta derivato dall'inglese flannel e prima ancora dal gallese gwlanen, nome dato a una particolare lana locale.

Spesso la flanella può essere confusa spesso con un tessuto chiamato viyella. Non è una truffa: la viyella è un marchio scozzese regolarmente registrato la cui composizione è 55 per cento lana e 45 per cento cotone. Un tessuto misto ricco di lana.

Tipicamente inglese è anche il tweed, un tessuto di lana cardata un po' grezza e un po' ispida, nei vari colori tipici dei paesaggi inglesi: dal verde muschio al marrone bruciato. Il luogo di origine del tweed è l'Harris, ovvero la parte meridionale dell'isola di Lewis, nell'arcipelago delle Ebridi, a nord della Scozia. Lì si allevano i famosi montoni dalla testa nera, i black-heads, dalla cui lana gli abitanti del luogo producono il tessuto tinto con colori ricavati da mirtilli, zafferano, torba e licheni.

Il nome del tessuto, attraverso varie evoluzioni dialettali, deriva del verbo inglese twill, che significa tessere in diagonale.

L'unico tweed davvero originale è proprio quello prodotto nell'isola, cioè l'Harris Tweed. Il marchio che lo caratterizza è una palla (o bisante, nella terminologia araldica) sormontata da una croce.

harris_tweed.jpg



Sull'etichetta si può trovare l'indicazione hand Woven, che significa tessuto a mano. Solo così si può avere la garanzia di indossare un tessuto di lana purissima con trama diagonale e a rilievo, in cui sono mescolati almeno due o tre colori ottenuti direttamente dalla natura.

Le varietà di tweed sono molte: dall'overchecked al pied-de-poule, fino all'home spun, molto più gonfio degli altri e con ciuffi di peli di lana in rilievo.

3010_hound_tooth_1.jpghomespun_Torquoise_1.jpg



Il tweed comunque non viene prodotto solo nell'Harris. Un altro famoso tweed, il Donegal, è originario dell'Irlanda.

In questo campo si verificano sovente degli abusi. Ormai la maggior pane di questi tessuti vengono prodotti in Italia (largamente nella Zona di Prato) e spesso si utilizzano nomi inglesi per accrescerne il valore commerciale.


In generale si può dire che i tweed italiano ha colori più accesi e brillanti di quelli originali. I tessitori italiani assicurano un buon successo commerciale al nostro tweed e gli stilisti lo utilizzano per le loro collezioni.

Il tweed è entrato da tempo nella letteratura e nel cinema. Tanto per citare a caso, con abiti e giacche di tweed sono rigorosamente vestiti due famosi personaggi letterari: il celebre detective Sherlock Holmes, e Phileas Fogg, il protagonista del Giro del mondo in 80 giorni. Nel cinema i personaggi vestiti di tweed sono innumerevoli.

Naturalmente seguono alla lettera il detto inglese secondo cui, per essere rudi e affascinanti allo stesso tempo, la giacca di tweed non va mai stirata.

 

 

Filati, fascette, maglioni


Il filato è quello che si ottiene dalla tessitura delle varie fibre animali, vegetali o minerali. Quello per lavorare a mano è venduto in gomitoli o in matasse. Quello per lavorare a macchina, in matasse o in rocche a forma di cono o di cilindro.

In commercio c'è una gran varietà di filati formati da uno o più capi, cioè da un singolo filo o da più fili. Oltre a una vasta gamma colori, i filati hanno diversi spessori: si va da quelli sottili (a 2, 3 o 4

capi) a quelli più pesanti tipo sport o tweed.

Fili di 2 o più capi possono essere combinati tra loro in modo formare filati più consistenti. A seconda del metodo di filatura e stono filati molto ritorti, morbidi o arricciati.

 

L’etichetta o fascetta

Innanzitutto il contenuto, ossia il tipo di filato: se di pura lana misto lana o di fibre sintetiche. Le quantità sono indicate in percentuali. Se si tratta di lana vergine ci deve essere l'apposito marchio registrato. Poi, cosa molto importante, sono indicati con numeri il colore, il bagno. A questo Proposito occorre tenere presente che il tono del colore di un gomitolo può variare leggermente da un bagno all'altro per cui quando si comprano diversi gomitoli dello stesso colore è bene sempre controllare che provengano tutti dallo stesso bagno.

Sulla fascetta delle matasse e dei gomitoli è indicato anche il peso, che per legge può essere solo di 50 o 100 grammi. Molto utile è l'indicazione della metratura per capire (in rapporto al prezzo di quel gomitolo) cosa, o meglio ancora, quanto lavoro si può fare con quel dato tipo di lana. , Ci sono gomitoli di 50 grammi che hanno un filo lungo 100 metri e gomitoli di un altro tipo di lana (ma sempre del peso di 50 grammi) che arrivano anche a 200 o 300 metri di lunghezza: in questo caso il filato è molto sottile. Infine sulle etichette sono stampate (anche loro preziosissime) le istruzioni per il lavaggio.

novembre 2004



      
Credits | Licenza